Cos’è
Disrupt the Information Flow è una linoleografia in due colori di dimensioni 21 cm x 29,7 cm in tiratura limitata di 15 esemplari che si può incorniciare ed affiggere. Anno 2024.
La sua storia
“Disrupt the Information Flow” cerca di indagare il meccanismo di distorsione delle informazioni introdotto nelle nostre vite dai dispositivi digitali. Tale distorsione viene perpetrata, di riflesso, dalle persone nella vita reale attraverso la comunicazione faccia a faccia. Questo flusso quotidiano di informazioni (un meccanismo) manipola la realtà: viene raccontata una storia riguardo una persona diversa da quella che ne è la realtà per controllarne la vita e limitarne la libertà. Ogni persona consapevole di questa cospirazione è chiamata a resistere, agendo individualmente, e a rompere questo stato di cose. In quest’immagine, una donna si libera dal vortice di informazioni tossiche spezzandolo con il suo corpo e con un forte atto di ribellione e di resistenza.
Curiosità
Quest’opera è stata inizialmente pensata come parte del progetto ID-ENTITIES – Imprints of Personal Data promosso dalla galleria ETCH INK art space di Pandolfini & Siaterli, di Atene, che si interrogava riguardo la digitalizzazione generalizzata e diffusa delle interazioni umane e l’impatto dei sistemi di elaborazione dei dati personali sulla vita delle persone, ponendo l’attenzione ai rischi di una digitalizzazione completa delle informazioni personali e dunque alla completa profilazione, promuovendo il diritto a restare “analogici”. Una digitalizzazione obbligatoria delle relazioni umane è sinonimo di controllo assoluto su ogni aspetto della vita. Preannuncia inoltre un futuro in cui l’umanità sarà regolamentata e guidata in direzioni su cui le persone non avranno alcuna autorità né influenza. Significa anche che la società è soggetta a sistemi di controllo della privacy dei cittadini sempre più invasivi, al punto che questi rischiano persino di essere cancellati o “disattivati” dallo stesso Sistema con un semplice clic del mouse. Dove vengono raccolti i dati personali, come vengono distribuiti, con chi vengono condivisi e come determinano, in definitiva, la nostra identità, le nostre scelte e le nostre decisioni? È possibile che l’arte possa aggirare il sistema? Potrebbe costituirsi come una forma di resistenza contro gli obiettivi e le decisioni predeterminate dei sistemi e dei software automatizzati? Può l’arte della stampa trovare degli “hack” per difendersi dal sistema?
Galleria




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